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“La psicoterapia ha luogo là dove si sovrappongono due aree di gioco, quella del paziente e quella del terapeuta. La psicoterapia ha a che fare con due persone che giocano insieme”   

Ogni scuola di specializzazione in psicoterapia offre una formazione specifica suddivisa in diversi orientamenti teorici e campi d’intervento clinico.

Lo psicoterapeuta ha l’obbligo di fornire alla persona interessata informazioni adeguate e comprensibili circa le sue prestazioni, le finalità e le modalità delle stesse (art. 4 del codice deontologico). Questo include spiegare il proprio indirizzo di riferimento e come questo influenzi la pratica clinica affinché ciascuno possa capire se il modello proposto si adatti alle sue aspettative e ai suoi valori, garantendogli la libertà di scegliere se iniziare il percorso o rivolgersi a un professionista con un approccio differente. 

L’avanzare delle neuroscienze porta al progressivo costituirsi di paradigmi integrati che tengono conto di costrutti, tecniche e buone prassi derivanti da diverse scuole di specializzazione. Ciononostante, è ancora possibile distinguere diversi filoni principali che hanno pari dignità; ovvero nessun approccio è universale e non ne esiste uno migliore in assoluto. La valutazione dipende dal tipo di problema, dagli obiettivi del paziente e dalle evidenze scientifiche per quel disturbo specifico. 

È stato infatti dimostrato che i cambiamenti indotti dalla psicoterapia non restano astratti, ma modificano concretamente le connessioni sinaptiche e i circuiti neuronali grazie alla plasticità cerebrale. Molte ricerche dimostrano inoltre che, al di là dell’orientamento teorico usato, l’elemento che incide di più sul successo della terapia è l’alleanza terapeutica, ossia la qualità della relazione e della fiducia che si crea tra professionista e cliente.

Cliccando sulle frasi colorate puoi approfondire i principali orientamenti diffusi.

Alcuni cerchi di Kandinsky (1940)

Psicoanalitico-Psicodinamico

Sistemico-Relazionale e Familiare

Umanistico-Esperienziale

Cognitivo-Comportamentale 
Cognitivo-Costruttivista
Metacognitivo-Esperienziale

Psicoanalitico-Psicodinamico

Psiche apre la scatola d’oro di Waterhouse (1903)

Il neurologo Sigmund Freud in una Vienna di fine 800 fuma la pipa, resta seduto in silenzio dietro una paziente coricata sul lettino che racconta un suo sogno ricorrente, ogni tanto interviene con una breve interpretazione ad alimentare il ciclo di associazioni libere di pensiero. Il suo scopo è favorire l’introspezione per indagare sempre più a fondo il substrato inconscio all’origine dei sintomi che la persona ha sviluppato come meccanismo di difesa dai suoi traumi infantili. 

Dopo il padre della psicologia, l’orientamento psicodinamico si è evoluto in mille diverse direzioni a partire dalle teorizzazioni di Jung, Adler e Lacan per arrivare alle diramazioni di psicodinamica delle relazioni e dell’età evolutiva che superano il punto di vista intrapsichico considerando anche le variabili contestuali (Tavistock Clinic di Londra, Winnicott, Mitchell e Bion). In questo senso, si è avvicinato ad assunti sistemico-relazionali pur rimanendo focalizzato sulla terapia del singolo individuo.

Caratteristiche principali nella metafora della mente-iceberg:

  • analisi dei significati nascosti dei sintomi presenti sotto la superficie dell’acqua (desideri rimossi, paure inconsce, impulsi inibiti e così via) 
  • utilizzo delle reazioni emotive di transfert e controtransfert del terapeuta come guida intuitiva per proseguire nel percorso 
  • liberazione-catarsi delle energie bloccate nelle dinamiche interiori tramite risoluzione trasformativa dei conflitti tra forze psichiche contrapposte 

Si tratta del modello più profondo, scava fino a incontrare le resistenze del sistema psichico al cambiamento e richiede l’utilizzo di molte risorse emotive da parte della persona per evitare l’attivazione delle difese e l’abbandono della terapia. 

È un percorso lungo e potenzialmente infinito di comprensione del sé, solitamente con sedute ricorrenti per una o due volte a settimana che ha dimostrato ottimi risultati in caso di disturbi della sfera emotiva, disturbi di personalità, traumi e difficoltà relazionali o psicosomatiche. 

Anche se si stanno sviluppando forme di psicoanalisi breve della durata di pochi mesi, rimane l’impegno a lavorare non solo sul “qui e ora” della sofferenza psicologica ma anche sul “là e allora” della genesi del problema per garantire risultati stabili nel tempo che vanno oltre la mera risoluzione dei sintomi e favoriscono una approfondita conoscenza del sé. 

Sistemico-Relazionale e Familiare

Il biologo Ludwig Von Bertalanffy visita regolarmente a inizio 900 un’aula dell’Istituto di Fisica per incontrare un gruppo di filosofi, matematici e scienziati noto come il Circolo di Vienna. Da queste discussioni interdisciplinari, prima dell’avvento del nazismo, nascerà la sua Teoria Generale dei Sistemi che si diffonderà presto non solo in psicologia ma anche in fisica cibernetica, ingegneria, informatica (Wiener e Shannon) e 

Questo tipo di concezione contraddice il paradigma cartesiano secondo cui il comportamento del tutto può essere compreso completamente studiando le proprietà delle sue parti. La teoria dei sistemi non si può dunque conciliare con l’approccio analitico o riduzionistico che aveva caratterizzato il modus operandi degli scienziati fino a quel tempo.

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